homeGESTIONE DEL CATETERE VESCICALE

Gestione del Catetere Vescicale

Il sacchetto delle urine e il catetere vescicale.

“Ben tornato a casa! Cos'è quella cosa che spunta dai pantaloni?” -

“È il catetere vescicale mi hanno detto di tenerlo ancora una settimana!” -

 

Luisa (nome di fantasia) è perplessa. Non si è mai trovata a gestire il catetere vescicale, in casa, senza aiuto.

 

Le viene in mente di chiamare un infermiere di famiglia cercando il contatto del più vicino con www.iltuoinfermiere.it

 

All'uscita il nostro infermiere spiega dettagliatamente qual'è la funzione del catetere vescicale e a cosa è utile prestare attenzione. Vediamo insieme cosa è stato raccontato.

 

Il catetere vescicale è un tubicino di diverso silicone, o poliuretano, o raramente in lattice che viene inserito, lubrificato, nell'uretra del paziente e spinto dolcemente fino alla vescica per permetterne lo svuotamento. Viene utilizzato in casi dove la minzione debba essere controllata sia a livello qualitativo che quantitativo, quando si ha difficoltà nell'atto di espulsione dell'urina o in tutti quei casi nei quali ci sia necessità di svuotare artificialmente la vescica, prima di operazioni chirurgiche o parti a esempio.

 

Nel nostro caso si tratta di un controllo della diuresi e l'infermiere di famiglia illustra tutti i passaggi per un cambio corretto della sacca e il giusto modo di disinfezione delle aperture citando “Dossier InFad”

 

Cura del meato

La cura quotidiana del meato urinario va fatta con acqua e sapone. Non è stata dimostrata l’efficacia dell’uso di disinfettanti né di pomate antibiotiche o a base di iodopovidone, per prevenire l’insorgenza di infezioni. In 3 studi sulle strategie di cura del meato in soggetti con catetere a breve permanenza si è visto che l’igiene standard è sufficiente a prevenire le infezioni, salvo in alcuni sottogruppi di donne ad alto rischio. Alcuni studi hanno dimostrato che i sistemi di drenaggio chiuso sono efficaci nel prevenire la batteriuria ma in molti casi i benefici sono inferiori ai costi.

Gestione del catetere vescicale

L’Istituto superiore di sanità  raccomanda nei soggetti con cateterismo a breve permanenza il sistema di drenaggio a circuito chiuso con catetere preconnesso alla sacca delle urine. Questo dispositivo, che ha un sigillo fra catetere e raccordo della sacca, garantisce l’integrità del circuito chiuso eliminando le possibili deconnessioni accidentali del catetere. L’abitudine ormai desueta di aggiungere soluzioni antibatteriche alle sacche di raccolta in soggetti sottoposti a cateterismo a breve permanenza non riduce l’incidenza di infezioni.

Sostituzione del catetere

Non ci sono prove riguardo alla frequenza di sostituzione del catetere pertanto si suggerisce di sostituirlo quando necessario.

Esami colturali

Gli esami colturali delle urine nei soggetti portatori di catetere non sono utili perché la batteriuria asintomatica è presente in un’alta percentuale di soggetti con catetere a breve permanenza e in tutti i soggetti con catetere da 30 giorni.

Rimozione del catetere

Il catetere va tolto appena possibile per il rischio di infezioni delle vie urinarie e la durata del cateterismo va decisa in base al rischio di possibili complicanze. Quando si rimuove il catetere si deve sempre controllare la diuresi del soggetto, soprattutto nei soggetti sottoposti a cateterismo a lunga permanenza.

Ginnastica vescicale è inutile?

Quando un soggetto è cateterizzato il muscolo detrusore della vescica non si contrae perché lo svuotamento della vescica avviene per drenaggio. Ciò può portare a incontinenza o ritenzione, soprattutto nei soggetti con cateterismo a lunga permanenza. In alcuni soggetti prima della rimozione del catetere si ricorre alla ginnastica vescicale per provocare una dilatazione e uno sgonfiamento della vescica e riabituarla a contenere le urine, ma l’efficacia di questo intervento non si basa su prove. Inoltre la chiusura del catetere determina una stasi di urina all’interno della vescica, che può aumentare l’incidenza delle infezioni urinarie.

Sintetizzando, state attenti ad ogni operazione che fate lasciando sempre pulito il meato e non toccando mai direttamente i tappini e i raccordi. Valutare sempre la quantità e il colore dell'urina tenendo presente di chiamare un infermiere o un medico quando il volume è minore di 500 ml al giorno.

(Mattia C.)

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