homePATOLOGIE COMUNIINFERMIERE ED IPERTENSIONE ARTERIOSA

Infermiere ed Ipertensione Arteriosa

L'ipertensione arteriosa.


Rappresenta uno dei più grossi problemi di sanità pubblica nei paesi industrializzati. 
Di solito non determina sintomi ed è di facile diagnosi. 
Di solito controllata con semplici interventi terapeutici provoca spesso complicazioni anche mortali se viene trascurata. Basta controllarla solitamente con semplici interventi come misurare la pressione arteriosa ma ciò nonostante ci sono molte persone che non sanno di soffrirne e lo scoprono magari solamente quando devono sottoporsi ad esami o interventi. L’ I.A. porta a lungo andare all’ aterosclerosi  che se viene trascurata può provocare complicanze letali. Nel 95% dei casi di I.A. le terapie applicate sono aspecifiche ma frequentemente efficaci. Tuttavia alcuni farmaci possono avere degli effetti collaterali indesiderati che riducono purtroppo la compliance del paziente.

 

Tipologia

Pressione sistolica (massima)

Pressione diastolica (minima)

Normale

                  < 130 mmHg

                  <85 mmHg

Borderline

              130-139 mmHg

                85-89 mmHg

Ipertensione

 

 

Stadio 1

              140-159 mmHg 

                90-99 mmHg

Stadio 2

              160-179 mmHg

              100-109 mmHg

Stadio 3

             180-109 mmHg

              110-112 mmHg

Stadio 4

                 =210 mmHg

                 =120 mmHg

 

Una pressione superiore a 140 mmHg è considerata patologica, i valori compresi tra 130-140 mmHg sono guardati con sospetto dal medico, questo per quanto riguarda la pressione sistolica (massima), per quanto riguarda la pressione diastolica (minima) invece, il valore normale è fino a 85 mmHg, quando supera tale valore arrivando a 90 mmHg ad esempio si parla di ipertensione arteriosa.
La diagnosi medica va formulata sulla base della media di almeno due misurazioni, effettuate in ciascuna delle 2 ore o più visite di controllo, perché la P.A. risente della componente emozionale.
Ci sono infatti le cosiddette “ipertensioni da camice bianco” ovvero una situazione in cui l’utente/ paziente presenta una P.A. alta in presenza del medico o dell’infermiere. Tuttavia per ridurre al minimo i falsi positivi si fanno generalmente più misurazioni per ogni seduta e se in tutte le sedute la P.A. sarà alta allora il soggetto i iperteso. 
Altro metodo più sicuro per la rilevazione nelle 24ore è il Test Holter pressorio, il quale è un test dinamico che grazie ad un dispositivo rileva e registra la P.A. ogni 15 minuti nell’ arco delle 24ore. Il medico leggerà quindi i valori di tutta la giornata.

Ipertensioni arteriose acute
Si parla di ipertensione sistolica quando aumenta solo la pressione sistolica (massima).
Si parla di ipertensione diastolica quando aumenta solo la pressione diastolica (minima).
Si parla di ipertensione sisto-diastolica quando aumentano entrambe.

Si può avere un’ipertensione sistolica quando c’è una ridotta compliance dell’aorta ovvero quando l’aorta perde la sua elasticità per un effetto dovuto all’aterosclerosi. Riducendosi quindi la capacità di dilatazione della stessa sotto la spinta della gittata cardiaca aumenta solo pressione sistolica (massima).
L’ I.A. acuta può essere causata anche da uno stato febbrile, ovvero quando il cuore pompa più sangue, si avrà tachicardia che determina una modesta I.A. (se non c’è vasodilatazione).
Anche per l’ipertiroidismo  si ha una modesta I.A. associata a tachicardia e ad un aumento della contrattilità cardiaca determinando solo l’aumento della pressione sistolica (massima), per esempio un soggetto affetto da ipertiroidismo avrà una P.A. di 150/70 mmHg.
Per quanto riguarda l’insufficienza aortica occorre fare una premessa. 
Durante la sistole il ventricolo sinistro si contrae spingendo il sangue nell’aorta, qui il sangue non ritorna indietro perché le valvole semilunari dell’aorta si chiudono per impedire che il sangue refluisca indietro dall’aorta nel ventricolo sinistro determinando quindi il valore della P.A. . 
Quando le valvole sono allargate diventano incontinenti, ovvero il sangue dell’aorta in diastole refluisce nel ventricolo sinistro e quindi il cuore per mantenere un buon flusso in tutto il corpo si dilata di poco, si ipertrofizza e la sua forza di contrazione aumenta ed invece di mandare in circolo 70 ml di sangue circa ad ogni contrazione ne manda in circolo 100ml per compensare il fatto che durante la diastole (rilassamento) la pressione si riduce perché il sangue refluisce nel ventricolo di sinistra. Ciò comporta un aumento della massima (sistolica) mentre la minima (diastolica) si riduce.
Ad es. un soggetto con insufficienza aortica avrà una P.A. di 150/40 mmHg.
Nelle fistole artero-venose succede un po’ la stessa cosa dell’insufficienza aortica. Queste rappresentano delle ipertensioni moderate lievi, mentre le ipertensioni più severe sono rappresentate dalle sisto-diastoliche associate ad un aumento delle resistenze vascolari periferiche.
Esistono diverse condizioni che possono portare ad una ipertensione arteriosa sisto-diastolica e possono essere di origine renale, endocrina, neurogena e altre varie eziologie.

 

Ipertensione Arteriosa essenziale
Cosa fa venire l’ipertensione?

  • Ereditarietà (Fattori genetici)
  • Fattori ambientali

             Assunzione di Na-Cl-Ca (mangiando troppo sale)
             Obesità e sovrappeso
             Tipo di lavoro (stress da lavoro pesante o psicologico)
             Fattori familiari

  • Fattori Ormonali

             Aldosterone   
             Renina
             Ormone Natriuretico
              Insulina

  • Fattori Nervosi

            Tono adrenergico

 

 

Sintomi:
di solito anche completa assenza di sintomi; a volte presenza di:

  • Cefalea occipitale, specie al mattino
  • Stordimento
  • Ronzii auricolari 
  • Offuscamento visivo
  • Perdita di sangue dal naso
  • Edema polmonare
    A volte correlata 
  • Ematuria (sangue nelle urine)
  • Disturbi visivi per alterazioni della retina
  • Angina pectoris (dolore al petto)
    Se non trattata l’ I.A. essenziale si riduce l’aspettativa di vita di 10-20 anni.
    La storia naturale della malattia ipertensiva dipende anche dalla contemporanea presenza di altri fattori di rischio. (es. il fumo di sigaretta ecc.).

Complicanze

  • Aterosclerosi
  • Accidenti cerebrovascolari (ictus, trombosi)
  • Cardiopatia ipertensiva
  • Retinopatia
    Fattori prognostici negativi
  • Etnia
  • Giovane età
  • Sesso maschile
  • Pressione diasolica > a 115 mmHg
  • Fumo di sigaretta
  • Diabete mellito
  • Ipercolesterolemia
  • Assunzione eccessiva di alcool
  • Obesità, sovrappeso
    Evidenza danni d’organo
  • Cardiaco
        Ingrandimento cardiaco
        Segni ecografici di ischemia o sovraccarico ventricolare
        Infarto del miocardio
        Insufficienza cardiaca congestizia
  • Oculare

         Essudati ed emorragie retiniche
         Papilledema

  • Renale
        Insufficienza renale (acuta, cronica)

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